Giampaolo & Ilaria - Diario della nostra adozione in Colombia

martedì 24 aprile 2012

L'invasione degli ultracorpi

Dopo un viaggio lunghissimo, partenza da casa-Bogotà mercoledì alle 15.00 arrivo a casa-FF giovedì alle 23.30, finalmente siamo arrivati a casa. Sebas ha guardato tutto, osservato, cercato le cose che gli avevamo detto che c'erano a casa, per lui ed alla fine verso le 02.00 si è addormentato.

Venerdì, subito, la bicicletta rossa e poi sabato i nonni, gli zii, i cugini, la festa, la torta, le uova di Pasqua che hanno aspettato il suo arrivo, regali. Poi la piscina, la pizza e ancora corse in bicicletta.

La casa è stata invasa da bagagli, stendini, cartelline con documenti, giocattoli...

Ora c'è bisogno di calma, non solo le cose ma anche i pensieri e le emozioni devono trovare o ritrovare un loro posto.

Domani giornata tranquilla, solo noi tre, in bicicletta, al parco a giocare con l'aereo.

mercoledì 18 aprile 2012

Si parte!

Tutto è pronto, dopo quasi due mesi, oggi nel pomeriggio partiamo per l'aeroporto e questa sera alle 20.30 circa si parte, si ritorna a casa.

Sebastian sta preparando, come commiato, vari disegni per Olga e l'autista della Dimora.

E' il momento dei saluti e dei ringraziamenti.

Salutiamo e ringraziamo la Colombia che ci ha dato un gioiello prezioso, una ricchezza inestimabile, un bimbo bellissimo.

La Dimora qui in Colombia, Amanda e Roberto a Pasto, Ayda ed Olga qui a Bogota. I carissimi Monica, Giuseppe e Gloria in Italia che hanno reso questo possibile.

Le nostre famiglie che ci hanno sempre sostenuto, nei momenti belli come in quelli difficili.

Tutti i nostri amici che ci sono stati sempre vicini e che ci stanno aspettando.

I cugini "olandesi" le cui mani abbiamo sentito e continuamo a sentire.

Un grazie speciale, per finire, alla cara Patrizia F.

A tutti un affettuoso e commosso "a prestissimo"!

Ilaria, Giampaolo e Sebastian

lunedì 16 aprile 2012

Piccoli e grandi desideri

Oramai manca pochissimo al rientro e ciascuno di noi ha dei piccoli o grandi desideri per quando arriverà in Italia.

Per Sebastian servono probabilmente per trovare il coraggio di fare questo ennesimo salto nel buio, dall'altra parte del mondo, con due quasi sconosciuti che sono mamma e papà.

Per noi è voglia di ritrovare casa ed un po' di normalità anche se sarà una normalità tutta nuova da reinventare.

I desideri di Sebastian
(in rigoroso ordine temporale)

- una bicicletta rossa;
- vedere la macchina di mamma e papà;
- andare in piscina;
- giocare con il cugino Ernesto;
- costruire e far volare l'aereo al parco.

Quelli della mamma
(anche in ordine sparso)

- raggiungere un'altitudine sul livello del mare che consenta di dormire una notte intera di seguito;
- l'acqua  potabile senza odore, sapore e colore;
- mangiare una pizza;
- il bidet;
- andare dalla parrucchiera.

Quelli del papà
(idem)

- lavarsi i denti con l'acqua del rubinetto;
- un piatto di rigatoni al ragù con una nevicata di grana;
- una porzione doppia di tiramisù;
- una giornata intera di sole;
- viaggiare in auto senza temere incidenti ogni 2 minuti.

venerdì 13 aprile 2012

Abbiamo tutti i documenti !

Evviva !

Giovedì mattina con Olga ed io solo (il papà), siamo andati all'ambasciata italiana a richiedere il visto per entrare in Italia di Sebastian.

Tempo un'ora e siamo tornati a prenderlo ed ora abbiamo tutti i documenti.!!!

All'ambasciata italiana si accede da un anonima porta metallica con spioncino tipo porte di galera, su un muro di recinzione.

La guardia armata ti fa entrare in questo cortile coperto con una struttura in metallo e plexiglass tipo veranda e c'è una finestra con vetri oscurati con inferriata con quattro telefoni.

Sembra di andare in colloquio in carcere e senza vedere chi ti parla.
Poi scopri che dall'altra parte c'è un "biellese" patre adottivo anche lui.

Ora non resta che attendere il volo di rientro mercoledì.   

mercoledì 11 aprile 2012

La fotocopia

Il giorno di Pasqua, a sorpresa, è venuta a farci visita la dott.ssa Ayda, la responsabile dell'Associazione La Dimora qui in Colombia, portandoci una deliziosa torta al lulo (frutto tropicale).

Ha cominciato a chiedere a Sebastian che cosa le voleva regalare, chiedendo varie cose; i suoi giochini, i peluches ed infine anche la mamma. Sebas è diventato serio serio ed ha detto di no, Ayda insisteva che voleva proprio una mamma come la sua ed allora lui le ha detto che se proprio voleva le poteva dare una fotocopia!!!

Ci siamo messi tutti a ridere ed io (la mamma) tra le risate mi sono anche un po' commossa. Oltre all'amore incondizionato per il papà anch'io mi sto, piano, piano conquistando l'affetto del nostro piccolo. Ed è una gioia.


sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua




Besos a todos

El parque Simon Bolivar

Decidiamo di visitare il più grande parco di Bogotà sperando che le nuvole vengano trasportate lontano e lascino trasparire qualche raggio di sole.

Già nel tragitto in taxi circa 15 minuti, il tempo volge al peggio ed arriviamo al parco che ha appena piovuto e gocciola ancora.

Entriamo nel parco e ci troviamo immersi nel verde e non si sente più il rumore del traffico insopportabile di Bogotà (anche se oggi venerdì santo è tutto chiuso e gli abitanti sembrano spariti).

Nel parco ci sono percorsi differenziati per camminare, per andare di corsa e per le biciclette, diverse oasi con giochi per bambini e un lago che si può navigare con scialuppe a remi all'apparenza un pò fatiscenti.

Appena entrati ci dirigiamo verso i primi giochi ma, vicino al lago, incredibile ma vero, c'è una spiaggia con la sabbia quasi bianca piena di bambini.

Ovviamente Sebastian si precipita a togliersi scarpe e calzini e fa subito amicizia con una bambina e si offre di aiutarla a costruire castelli di sabbia con due bicchieri di plastica.

Dopo un pò la bambina, sentendo parlare tra noi questa lingua strana (l'italo spagnolo), chiede a Sebastian di che paese è e lui risponde: "io sono italiano e tu?"

Nel pomeriggio, dopo i giochi, due tiri a pallone, una pannocchia abbrustolita cosparsa di burro e sale, una passeggiata nel verde e sul lungo lago ricomincia a gocciolare.

Ci rifugiamo sotto un chiosco da cui possiamo uscire dopo una buona mezz' ora di pioggia.



Si spiega il perchè numerose famiglie arrivassero al parco dotate di tendina a iglù.

Una giornata piacevole trascorsa in un luogo riposante che nessuno ci aveva consigliato ma che valeva la pena visitare.

Tra l'altro la giornata è stata nuvolosa se non piovosa e il sole è apparso solo per qualche minuto.

Per fortuna, perchè arrivati a casa, ci siamo trovati con la faccia rossa dal sole.

martedì 3 aprile 2012

Fine dei miracoli

Ecco che i miracoli non si ripetono.
Appena abbiamo realizzato che prima del venerdì dopo Pasqua é improbabile avere tutti i documenti per rientrare in Italia , siamo subito andati all'agenzia viaggi dell' Iberia per spostare il volo.

E qui arriva la doccia fredda.

Il primo giorno utile per poter viaggiare è il 18, prima non c'è posto.

Una serata di malinconia stemperata dal fatto che comunque per la costruzione della famiglia poco importa se siamo a Bogotà o in Italia.

Sicuramente vivere qui non è come stare a casa propria con le comodità a cui siamo abituati e circondati dagli affetti.

In questo è di grande aiuto poter comunicare via skype con parenti e amici.

A presto.

lunedì 2 aprile 2012

Rallentamenti e piccoli miracoli

Ebbene si, oggi si è spenta quella candelina di speranza per il rientro prima di Pasqua.

In questa benedetta settimana santa c'è la chiusura totale del consiglio superiore dell'avvocatura per cui non si possono apostillare documenti e così pure l'Icbf non lavora.

Con Olga siamo andati a fare la richiesta per il passaporto di Sebastian e ci siamo trovati davanti una coda di almeno 100 metri perchè, essendo chiuse le scuole, era pieno di mamme con figli più o meno grandi.

Olga ci preannunciava un tempo di attesa di 5 ore ! !

Dopo la coda all'esterno dell'edificio, siamo entrati e ci siamo messi in attesa all'ufficio assegnato assieme ad una marea di gente. Prima di noi c'erano almeno ottanta persone. Sebastian cominciava a dare segni di nervosismo.

E poi il miracolo.

Una signora in divisa, probabilmente il boss della situazione, è passata tra questa folla in attesa e, chiedendo a chi aveva bambini piccoli se voleva una corsia più veloce, ha raccolto una decina di numeri di eliminacode tra cui il nostro.

Siamo passati al secondo piano e nel giro di dieci minuti era fatta la foto digitale a Sebastian e controllato i dati per il suo passaporto che sarebbe pronto già domani (più veloce che in Italia).

Olga ci lascia per fare la coda da un'altra parte per alcune apostille e noi rientriamo a casa con la promessa a Sebastian di andare domani in piscina.

Nel pomeriggio andremo a spostare il volo di rientro per il fine settimana dopo Pasqua.

Incrociamo le dita delle mani e dei piedi che tutto proceda, altrimenti il nostro dolce e amabile pargolo si trasforma così.........

domenica 1 aprile 2012

Trasformazioni

Dopo un mese abbondante di convivenza possiamo già vedere alcune trasformazioni nel nostro bambino.

Da "ometto" serio, serio ed un poco rigido, piano piano, si sta trasformando in una simpatica "teppa". I suoi sorrisi sono sempre più frequenti e spontanei, i pianti meno disperati e gli occhi cominciano a brillare.

A volte sembra di stare con un bambino di 3-4 anni; della serie perchè per accendere o spegnere la luce bisogna schiacciare l'interruttore solo una volta? oppure per i continui perchè?, perchè?, perchè?.

Altre volte la sua consapevolezza e maturità sono superiori alla maggior parte dei bambini italiani della sua età. Alla mia domanda se gli piaceva andare in collegio mi ha risposto di si, perchè i bambini che vanno a scuola non vanno a lavorare (!).

Abbiamo la sensazione che debba riprendersi un po' il tempo per essere unicamente e tranquillamente un bambino.

Ieri al parco abbiamo trovato un venditore di "borbucas" (bolle di sapone) e Sebastian ha preferito farle per far divertire gli altri bambini presenti anzichè semplicemente solo correre a scoppiarle.

Anche noi probabilmente un po' alla volta ci stiamo trasformando in genitori, forse più lentamente di quanto lui non lo stia facendo per diventare figlio - l'età non ci aiuta in questo - e nonostante la stanchezza ogni tanto scopriamo risorse inaspettate.

Questo bambino ci sta insegnando molto e pensiamo di essere veramente molto fortunati ad averlo incontrato.

E come lui stesso già comincia a dire: "Benon dai"

sabato 31 marzo 2012

Firmata la sentenza

Io (il papà) volo con atterraggio scosso dal vento nel pomeriggio di giovedì per essere sicuro di essere la mattina dopo presente a Pasto. Visto che piove ogni giorno, l'aeroporto apre e chiude a seconda della visibilità.

Sono ospite di Roberto con cui partecipo attivamente ad una sua lezione di italiano all'università.

La mattina dopo è il grande giorno, appuntamento al palacio de justicia con Roberto e Amanda per ritirare la sentenza di adozione finalmente firmata dal giudice.

Dopo la presentazione al segretario e al giudice stesso, ci precipitiamo all' ufficio di registrazione per rifare il certficato di nascita di Sebastian.

Qui la pazienza del nostro avvocato Amanda dopo un pò si trasforma in apprensione e preoccupazione perchè a detta della persona presente allo sportello necessita solo il notaio in persona per compilare questo nuovo documento.

Il notaio doveva rientrare dopo 10 minuti. Trascorsa mezz'ora ancora non era arrivato. Dopo le garbate insistenze di Amanda finalmente la persona allo sportello comincia a compilare con l'aiuto di Amanda il certificato e nel frattempo arriva il notaio. In tre si riesce a produrre il tutto.

E via nell'ufficio di Amanda a prendere la sentenza di abbandono che unitamente alla sentenza di adozione e il certificato di nascita originale e nuovo sono i documenti indispensabili per proseguire l'iter per richiedere il passaporto di Sebastian.

Nel pomeriggio Amanda trasmetterà la richiesta di Conformidad all'ICBF di Pasto che dovrà trasmetterlo alla sede centrale di Bogotà. Questo documento attesta che tutto l'iter procedurale relativo alla specifica adozione si è compiuto nel rispetto della legge. Anche questo è un documento necessario.

Un saluto commosso ad Amanda,  una persona veramente speciale.

Un pranzo a casa di Roberto a base di pasta italiana, un abbraccio alla moglie, un bacio a Samuel e Andrea i due figli affettuosissimi e una promessa di preparare un "frico" a casa nostra quando verranno in Italia. Una stretta di mano ad un amico trevisano assolutamente incredibile.

L'autista Victor mi aspetta per portarmi all'aeroporto.Dopo una mattinata piovosa a Pasto spunta il sole che fa ben sperare per partire in orario con il volo.

Lasciando la città di Pasto mi si inumidiscono gli occhi al pensiero di lasciare questi amici e questi luoghi con cui abbiamo condiviso tante emozioni.

Hasta la vista Pasto

domenica 25 marzo 2012

Un saluto ai fratelli di Colombia

Oggi è un giorno un pò triste perchè la famiglia allargata si divide.

I Demattio sono riusciti ad avere tutti i documenti in tempo per poter partire per il rientro in Italia addirittura con un giorno di anticipo.

Ieri sera cena tutti insieme con anche l'accompagnatrice Olga e suo figlio che ha la stessa età di Esteban.

Qui in Colombia ci sono numerosi posti in cui si può mangiare che contengono al loro interno una zona dedicata ai giochi per i bambini.

I tre si sono precipitati nella "gabbia" che contiene la piscina di palle colorate e l'immancabile tubo come scivolo.

Hanno trascorso, giocando come forsennati, almeno due ore con un intervallo di qualche minuto per poter ingurgitare alla velocità della luce pollo e patatine.

Alla fine Sebastian era come un pulcino bagnato, madido di sudore.

Un saluto ai nostri amici trentini e al loro Esteban che ci hanno aiutato a trascorrere una settimana di condivisione di ansie, aspettative, paure, momenti felici ed arrabbiature che assieme si superano con più autoironia ed in modo scanzonato.

Un hasta la vista e que la vaja bien.

Nota al margine: oggi pomeriggio mentre i Demattio erano in aeroporto a Bogotà ha grandinato dopo una settimana di pioggia. Speriamo che il tempo ora vada migliorando.

martedì 20 marzo 2012

La consolazione

Oramai le famiglie di Sebastian ed Esteban sono diventate una famiglia allargata in cui i due ninos sono a volte primos (cugini) e a volte hermanos (fratelli) e di conseguenza noi grandi siamo diventati tio e tia (zii).
Alla fine Ilaria ha suggerito la  formula "hermanos de corazon" che mi sembra un'ottima soluzione alle domande di Sebastian per chiarire "cosa è Esteban per me?"

Domenica la visita al museo dell'oro di Bogotà con i due piccoli dotati di fotocamera che hanno scattato a raffica foto un pò a tutto però hanno così permesso ai grandi di vedere se pur frettolosamente un'incredibile raccolta di oggetti preziosi delle civiltà precolombiane ritrovate nel suolo colombiano.

Lunedì 19 qui è festa per la giornata dei papà !!!!

La famiglia allargata si dirige al Divercity per passare una giornata al coperto visto che da quando i De Mattio sono arrivati in città piove ogni giorno.

Sebastian fa un pò l'apripista per Esteban che giustamente si trova un pò spaesato in questo paese delle meraviglie artificiale.

I due corrono da un'attrazione all'altra fino alla tragedia per Sebastian che non può seguire Esteban nella guida degli autoscontri perchè non raggiunge l'altezza minima per poter accedere al gioco. Crisi, disperazione e lacrime, superate con una coca cola da condividere con l'amico in coda per entrare.

Ed ecco la consolazione anche per noi grandi di vedere che quattro ore di questo paradiso fanno lo stesso effetto su tutti gli adulti che siano colombiani, genitori naturali o genitori adottandi.

 
Pare che Mariangela e Walter si siano molto divertiti e pensino di tornare in settimana.

sabato 17 marzo 2012

Frustrazioni....in cucina

Fin dal nostro arrivo in Colombia mi sono dovuta confrontare con una cucina microscopica e senza acqua calda a Pasto e con una con solo tre fornelli elettrici qui a Bogotà. Potete quindi ben immaginare la pazienza che ci vuole per far bollire a 2.500 metri l'acqua per cucinare il riso e nel frattempo cercare di cucinare anche altro.

Il nostro pupo, che quando ha fame "tiene un ambre feroz", mangerebbe tutti i giorni, pranzo e cena, riso, pollo e tortilla. Il tutto deve, ovviamente, essere contemporanemente pronto. Per ora abbiamo cercato di assecondare il più possibile i suoi desideri gastronomici ma ieri presa da nostalgia ho preparato per me e Giampaolo pasta con un sugo al pomodoro pronto (sigh!). Ovviamente prima ho preparato la comida per il pupo e poi la pasta per noi che abbiamo cominciato a mangiare quando lui era a metà del suo piatto preferito. Come ha visto la pasta al pomodoro ha detto che era "fea" perchè a lui tutto ciò che è rosso non piace. Dopo aver visto il papà che "se magnava du spaghi" con voracità ha chiesto di poterla assaggiare e indovinate un pò? ha lasciato il suo piatto preferito per mangiare gli spaghetti al pomodoro.

Devo dire che i mie sforzi culinari sono però ripagati da Sebas che ogni giorno mi ricorda che io cucino "muy rico"!

Oramai sono passate più di tre settimane dal nostro arrivo in Colombia e cominciamo a sentire la nostalgia, non solo della cucina italiana, ma soprattutto delle nostre famiglie, degli amici, delle piccole e grandi comodità della nostra casa.

Il pupo ci tiene impegnati tutto il giorno a tempo pieno perchè ogni gioco che fa prevede la condivisione con noi di tutto. Per questo ci risulta un pò difficile aggiornare il blog con assiduità e con continuità.

Ieri abbiamo incontrato i nostri amici Mariangela, Walter ed il loro Esteban. I bimbi si sono subito confrontati con prove di corsa a perdifiato ed agli attrezzi (i giochi del parco) e si sono piaciuti ed abbiamo un appuntamento oggi nel pomeriggio per visitare il Giardino Botanico qui a Bogotà.

Siamo sicuri che questi giorni che passeremo insieme saranno molto utili per noi genitori, perchè avremo modo di condividere questa esperienza e per i nostri bambini che potranno giocare insieme.

martedì 13 marzo 2012

La nuova lingua

Oramai il linguaggio familiare non è più un problema.
Sebastian sta già prendendo in giro entrambi per come parliamo.
Dopo l'ennesimo richiamo " occio " (per chi non è veneto "stai attento a ") che in spagnolo è come dire 8, Sebastian risponde con "once" cioè 11.
L'altra sera, mentre Sebas saltava sopra di noi sul lettone, gli ho detto di stare attento ai "mejillones" di papà che in spagnolo vuol dire cozze però foneticamente rende l'idea (vero Raffaele ?); la cosa lo ha molto divertito e di seguito se ne è uscito con un "ahora te machuco los mejillones" che rende altrettanto bene.

lunedì 12 marzo 2012

La Las Vegas dei bambini


Giornata campale trascorsa alla Las Vegas dei bambini ossia el Divercity di Bogotà



Sabato mattina decidiamo di andare al centro commerciale al cui interno c'è questo spazio dedicato ai bimbi in cui possono praticare diversi mestieri dal cassiere al supermercato, al pilota di aereo, all'astronauta, al giornalista, all'investigatore privato, all'attore di teatro e soprattutto il pompiere (el bombero).
I genitori dei ragazzi più grandi lasciano i loro pargoli nei due piani di divertimento e si trasferiscono al terzo piano dove c'è una parrucchiera, una sala cinema e attendono in totale relax.
Chiaramente noi abbiamo seguito passo passo il nostro piccolo Sebas perchè era un pò spaesato in questo finto paese delle meraviglie.
Abbiamo atteso con lui che potese entrare dai pompieri della città e vestirsi di tutto punto e partire con il camion dei bomberos per spegnere un incendio.
Abbiamo atteso che girasse per il finto supermercato a fare la spesa dove dei cassieri gli davano il conto dopodichè altro giro a riporre il tutto negli scaffali.
Coda per la scuola di volo di piloti per la compagnia aerea colombiana Avianca, poi di corsa giù per le rapide in canotto ed arriviamo appena in tempo per la scuola di astronauti.
In attesa dell'uscita dal modulo spaziale: la foto.
La seconda con sorriso perchè la prima rivelava due sfiniti.



venerdì 9 marzo 2012

Le persone di Pasto

Pasto è una città non molto grande, di confine che raccoglie le persone che scappano dalla guerriglia nelle zone circostanti, molto, molto povera. Non offre molte attrattive e piove quasi ogni giorno.

Nonostante questo ricorderemo per sempre Pasto, non solo perchè è la citta di nostro figlio, ma anche perhè qui abbiamo incontrato persone davvero speciali.

A cominciare dal portiere della nostra palazzina, che aveva sempre un sorriso per il nostro bimbo e ci ha comprato i lucchetti per le valigie.

La padrona di casa, che è venuta a trovarci con i dolci e quando ci ha salutato ed augurato tanta felicità era commossa.

La nostra avvocata Amanda, che veniva a trovarci per sapere se stavamo bene.

Severo ed Anita, amici di Giuseppe e Monica, con cui abbiamo passato una piacevolissima serata e mangiato un buon risotto alla milanese.

Roberto e la sua bella famiglia, che ci ha accompagnato e ci è stato vicino con calore fin dal nostro arrivo a Pasto.

Tutte queste persone, ciascuna con un suo modo speciale, non ci hanno fatto mai sentire soli.

A tutte loro un grosso grazie, rimarranno per sempre nei nostri cuori.

Giampaolo, Ilaria e Sebastian

Di nuovo a Bogotà

Manchiamo un po' dal blog ma Sebastian ci impegna tutto il giorno e la sera per lui è ancora un momento difficile.

Abbiamo avuto l'integrazion e siamo venuti a Bogotà, come da indicazioni dell'ICBF.

Per far capire il tipo di "personaggio" che ci troviamo vi diciamo soltanto che appena entrato in aereo ha chiesto "chi è che guida qui?" lo stuart divertito lo ha fatto entrare in cabina per fargli vedere i piloti e lui senza una piga ha chiesto "ma come fate a guidare senza volante?"

E' veramente una sagoma.

Per il resto tutto prosegue con emozioni di tutti i tipi e di ogni intensità ed ogni giorno è un piccolo passo di avvicinamento e conoscenza.



lunedì 5 marzo 2012

Il Professor Sebastian

L'ora della cena e dell'andare a letto sono per Sebastian dei momenti sempre delicati. Si rattrista molto, sicuramente ripensa alla mamma sostituta ed alla sua vita nella famiglia precedente. Oggi ha avuto uno di questi suoi momenti anche prima di pranzo, ci ha detto che era triste, mettendosi a piangere.

Lo abbiamo consolato, tenendolo in braccio e accarezzandolo, in questi momenti ci si stringe il cuore, perchè il senso di impotenza è molto forte. Gli ho fatto da mangiare le tortillas con il queso, che a lui piacciono molto, e un po' questo, un po' quello, ha  mangiato e si è ripreso.

Dopo pranzo, in piena forma, ha deciso di fare il professore, Giampaolo ed io eravamo i suoi studenti e ci ha fatto fare un tot di compiti (disegni, l'alfabeto, delle addizioni facili e scrivere il nostro nome completo, per mezza pagina....). Beh, dovevate vedere il piglio, Giampaolo ed io facevamo fatica a rimanere seri, io non sono neanche stata tanto brava (ma si sa) e non ho preso il premio che il Rettore (sempre lui) dava ai più meritevoli, ovviamente il papà. Alla fine, intenerito dalle mie finte lacrime, ha dato anche a me un piccolo premio.

Domani avremo quindi due esami:

Il primo con il Professor Sebastian, il secondo con l'ICBF per l'integrazion. Speriamo di passarli tutti e due!!



venerdì 2 marzo 2012

gli occhi





Gli occhi di Sebastian sono una cosa indescrivile.
Tanto ti possono trasmettere gioia fino alle lacrime
tanto ti possono far stringere il cuore dalla tristezza.
E per noi novelli genitori riuscire a regalare uno sprazzo di gioia a questi occhi è una missione che ci riempie di soddisfazione

giovedì 1 marzo 2012

Il Lego della famiglia

Mattoncino dopo mattoncino stiamo costruendo la nostra famiglia. Le cose ci sembra procedano bene, giochiamo tanto insieme ed i momenti di allegria sono molti.

Ieri sera siamo stati a cena a casa di Roberto il traduttore e della sua famiglia. Sebastian ha così potuto giocare con suo figlio. All'inizio Sebastian era ovviamente molto intimorito poi, dopo un bel piatto di pasta con il ragù (che si è sbafato alla faccia della relazione che diceva che non gradiva la pasta!!) si è mollato e ha giocato per il resto della serata.

Abbiamo deciso di seguire le raccomandazioni della Defensora ed andare a Bogotà dopo l'integration che avremo lunedì pomeriggio qui a casa. Un po' ci spiace lasciare le splendide persone che abbiamo conosciuto qui a Pasto. A Bogotà potremo però, non appena avranno la sentenza, stare vicino ai nostri amici Mariangela e Walter ed i nostri bambini giocare insieme.



mercoledì 29 febbraio 2012

Foto di viaggio arrivo a Pasto

 
Da Bogotà a Pasto sopra i batuffoli di cotone

Tra le nuvole appaiono le Ande


 


L'aeroporto di Pasto

La pista tra le montagne


martedì 28 febbraio 2012

L'incontro

Come raccontare la giornata di ieri?

Forse come il clima di Pasto, sole poi improvvisamente una forte pioggia e poi nuovamente la calma.

Forse con il primo disegno che Sebastian ha fatto a casa. Ha disegnato se, ha scritto il suo nome. Poi mi ha fatto scrivere "bienvenido" lo ha sottolineato e con lo stesso tratto ha riscritto il suo nome. Ha ridisegnato la sua faccia. Poi un sole, la luna con le stelle, le nuvole e la pioggia. Quella che è scrosciata improvvisamente ieri mattina. Quella delle sue lacrime disperate all'incontro.

Poi a casa ha giocato con noi, ha cenato e dopo il bacio della buonanotte è voluto rimanere da solo.

Ora dorme ancora.

Oggi ricominceremo piano, piano ad incontrarci a giocare a conoscersi.

Ilaria

domenica 26 febbraio 2012

Siamo a Pasto

Siamo arrivati a destinazione: Pasto

Arrivati in aeroporto accompagnati dalla fidata Olga ci sediamo all'imbarco numero 7, partenza prevista 11.30. Già alle 10.30 arriva il primo bollettino "l'aeropuerto de Pasto està serrado"! Successivo bollettino alle 11.00. Siamo andati avanti così con bollettini ogni 30 minuti, fino a quando alle 12.00 circa ci hanno imbarcato e siamo partiti.

Sapevamo che l'aeroporto di Pasto ha dei problemi di visibilità dati dall'altitudine, cioè dalle nubi che spesso lo avvolgono, ma non ci aspettavamo proprio che la situazione dovesse essere aggiornata così frequentemente. L'aeroporto poi è proprio uno spettacolo. Un'unica pista che praticamente inizia e finisce al limite della montagna che è stata "spianata" per crearla. All'arrivo ci hanno fatto attendere altri 10 minuti prima di farci scendere perchè l'UNICA scala era occupata dall'aereo che era atterrato prima di noi.....

All'arrivo un tassista ci aspettava ed abbiamo percorso i 40 minuti che separano l'aeroporto dalla citta. Un saliscendi in mezzo alle ande con vegetazione di tutti i tipi (banani, agavi, fiori colorati). Il tutto condito, come ora che stiamo scrivendo da pioggia a sprazzi.

Ci siamo sistemati nel nostro confortevole appartamento e conosciuto Roberto e sua moglie. Roberto è un italiano che vive a Pasto da 15 anni e che ci farà da traduttore lunedì, quando insieme all'avvocata andremo all'ICBF ad incontrare Sebastian.

Domani giornata di riposo e "raccoglimento" prima del grande giorno.

Chissà come sarà la giornata di Sebas....

sabato 25 febbraio 2012

Bogotà

Eccoci arrivati, oltreoceano, stanchi dopo un tot di ore di volo.
Tutto è andato bene, volo tranquillo, all'aeroporto la Sig.ra Olga era lì pronta ad accoglierci ed accompagnarci all'appartamento dove passeremo la notte.

Domani mattina alle 11.30 volo per Pasto e li comincia la vera avventura....

Per stasera tutto qui, alla prossima

mercoledì 15 febbraio 2012

Assaggio di Colombia

Ieri siamo stati a Milano, al Consolato, per il visto.
Abbiamo assaggiato la cordialità e la simpatia dei Colombiani, sia di quelli in attesa come noi dei vari documenti, sia delle due deliziose funzionarie dietro lo sportello.

Quando è stato il nostro turno per ritirare il passaporto vistato ci siamo sentiti chiamare "Senor Giampaolo y senora Ilaria", come prima avevano chiamato "senora Mariluz" la signora prima di noi. Che spettacolo, certo forse non proprio rispettosissimo delle norme sulla privacy ma tanto, tanto accogliente. La funzionaria ci ha consegnato i passaporti e con un sorriso ci ha salutato con i suoi migliori auguri.

Bene, ora abbiamo anche il visto, non ci resta che partire....

sabato 11 febbraio 2012

Un fiore in giardino



Stamattina, facendo colazione, ho buttato un occhio fuori dalla finestra. Nel prato, tra le foglie secche e l'erba ingiallita dal freddo e il secco dell'inverno, è spuntato, arrivato chissà da dove un piccolo fiore.

Nonostante l'inverno, il freddo, l'aria ed il secco ha avuto la forza di attecchire e fiorire.
L'ho letto come un bel segno.

Poi ho pensato che noi, famiglie adottive, siamo proprio un po' così.
Giardini che hanno visto passare varie stagioni, più o meno belle.
Le intemperie hanno fatto ingiallire le foglie, seccare i germogli.

Poi, seppur tanto atteso, all'improvviso arriva, da più o meno lontano, un piccolo fiore.
Suo malgrado, strappato o non curato, da un altro giardino.

Bisogna accoglierlo, capire cosa serve a quel fiore, proprio a quello, non ad un fiore qualsiasi, che cosa serve per crescere. Quanta acqua, quanta luce, quanto e quale fertilizzante.

Diventare degli amorevoli giardinieri, pazienti ed attenti.

Essere un giardino fiorito.

Ilaria

domenica 5 febbraio 2012

1, 2, 3 si parte

Eccoci qui, a meno di tre settimane dalla partenza, a cominciare a costruire il nostro primo blog che conterrà i racconti del nostro viaggio per incontrare Sebastian, il nostro bellissimo bimbo di 6 anni che ci attende a Pasto.

Abbiamo i biglietti aerei e ci manca solo il visto al Consolato, dopodichè tutta la parte burocratica prima della partenza sarà conclusa.

Ci potremo così concentrare sulla parte emotiva;
 ma saremo mai veramente pronti ??? 
e su quella pratica delle cose da mettere in valigia;
 nella lista delle cose da portare al primo posto c'è "la testa"!

O meglio la "cabeza".

Hasta luego