Giampaolo & Ilaria - Diario della nostra adozione in Colombia

martedì 24 aprile 2012

L'invasione degli ultracorpi

Dopo un viaggio lunghissimo, partenza da casa-Bogotà mercoledì alle 15.00 arrivo a casa-FF giovedì alle 23.30, finalmente siamo arrivati a casa. Sebas ha guardato tutto, osservato, cercato le cose che gli avevamo detto che c'erano a casa, per lui ed alla fine verso le 02.00 si è addormentato.

Venerdì, subito, la bicicletta rossa e poi sabato i nonni, gli zii, i cugini, la festa, la torta, le uova di Pasqua che hanno aspettato il suo arrivo, regali. Poi la piscina, la pizza e ancora corse in bicicletta.

La casa è stata invasa da bagagli, stendini, cartelline con documenti, giocattoli...

Ora c'è bisogno di calma, non solo le cose ma anche i pensieri e le emozioni devono trovare o ritrovare un loro posto.

Domani giornata tranquilla, solo noi tre, in bicicletta, al parco a giocare con l'aereo.

mercoledì 18 aprile 2012

Si parte!

Tutto è pronto, dopo quasi due mesi, oggi nel pomeriggio partiamo per l'aeroporto e questa sera alle 20.30 circa si parte, si ritorna a casa.

Sebastian sta preparando, come commiato, vari disegni per Olga e l'autista della Dimora.

E' il momento dei saluti e dei ringraziamenti.

Salutiamo e ringraziamo la Colombia che ci ha dato un gioiello prezioso, una ricchezza inestimabile, un bimbo bellissimo.

La Dimora qui in Colombia, Amanda e Roberto a Pasto, Ayda ed Olga qui a Bogota. I carissimi Monica, Giuseppe e Gloria in Italia che hanno reso questo possibile.

Le nostre famiglie che ci hanno sempre sostenuto, nei momenti belli come in quelli difficili.

Tutti i nostri amici che ci sono stati sempre vicini e che ci stanno aspettando.

I cugini "olandesi" le cui mani abbiamo sentito e continuamo a sentire.

Un grazie speciale, per finire, alla cara Patrizia F.

A tutti un affettuoso e commosso "a prestissimo"!

Ilaria, Giampaolo e Sebastian

lunedì 16 aprile 2012

Piccoli e grandi desideri

Oramai manca pochissimo al rientro e ciascuno di noi ha dei piccoli o grandi desideri per quando arriverà in Italia.

Per Sebastian servono probabilmente per trovare il coraggio di fare questo ennesimo salto nel buio, dall'altra parte del mondo, con due quasi sconosciuti che sono mamma e papà.

Per noi è voglia di ritrovare casa ed un po' di normalità anche se sarà una normalità tutta nuova da reinventare.

I desideri di Sebastian
(in rigoroso ordine temporale)

- una bicicletta rossa;
- vedere la macchina di mamma e papà;
- andare in piscina;
- giocare con il cugino Ernesto;
- costruire e far volare l'aereo al parco.

Quelli della mamma
(anche in ordine sparso)

- raggiungere un'altitudine sul livello del mare che consenta di dormire una notte intera di seguito;
- l'acqua  potabile senza odore, sapore e colore;
- mangiare una pizza;
- il bidet;
- andare dalla parrucchiera.

Quelli del papà
(idem)

- lavarsi i denti con l'acqua del rubinetto;
- un piatto di rigatoni al ragù con una nevicata di grana;
- una porzione doppia di tiramisù;
- una giornata intera di sole;
- viaggiare in auto senza temere incidenti ogni 2 minuti.

venerdì 13 aprile 2012

Abbiamo tutti i documenti !

Evviva !

Giovedì mattina con Olga ed io solo (il papà), siamo andati all'ambasciata italiana a richiedere il visto per entrare in Italia di Sebastian.

Tempo un'ora e siamo tornati a prenderlo ed ora abbiamo tutti i documenti.!!!

All'ambasciata italiana si accede da un anonima porta metallica con spioncino tipo porte di galera, su un muro di recinzione.

La guardia armata ti fa entrare in questo cortile coperto con una struttura in metallo e plexiglass tipo veranda e c'è una finestra con vetri oscurati con inferriata con quattro telefoni.

Sembra di andare in colloquio in carcere e senza vedere chi ti parla.
Poi scopri che dall'altra parte c'è un "biellese" patre adottivo anche lui.

Ora non resta che attendere il volo di rientro mercoledì.   

mercoledì 11 aprile 2012

La fotocopia

Il giorno di Pasqua, a sorpresa, è venuta a farci visita la dott.ssa Ayda, la responsabile dell'Associazione La Dimora qui in Colombia, portandoci una deliziosa torta al lulo (frutto tropicale).

Ha cominciato a chiedere a Sebastian che cosa le voleva regalare, chiedendo varie cose; i suoi giochini, i peluches ed infine anche la mamma. Sebas è diventato serio serio ed ha detto di no, Ayda insisteva che voleva proprio una mamma come la sua ed allora lui le ha detto che se proprio voleva le poteva dare una fotocopia!!!

Ci siamo messi tutti a ridere ed io (la mamma) tra le risate mi sono anche un po' commossa. Oltre all'amore incondizionato per il papà anch'io mi sto, piano, piano conquistando l'affetto del nostro piccolo. Ed è una gioia.


sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua




Besos a todos

El parque Simon Bolivar

Decidiamo di visitare il più grande parco di Bogotà sperando che le nuvole vengano trasportate lontano e lascino trasparire qualche raggio di sole.

Già nel tragitto in taxi circa 15 minuti, il tempo volge al peggio ed arriviamo al parco che ha appena piovuto e gocciola ancora.

Entriamo nel parco e ci troviamo immersi nel verde e non si sente più il rumore del traffico insopportabile di Bogotà (anche se oggi venerdì santo è tutto chiuso e gli abitanti sembrano spariti).

Nel parco ci sono percorsi differenziati per camminare, per andare di corsa e per le biciclette, diverse oasi con giochi per bambini e un lago che si può navigare con scialuppe a remi all'apparenza un pò fatiscenti.

Appena entrati ci dirigiamo verso i primi giochi ma, vicino al lago, incredibile ma vero, c'è una spiaggia con la sabbia quasi bianca piena di bambini.

Ovviamente Sebastian si precipita a togliersi scarpe e calzini e fa subito amicizia con una bambina e si offre di aiutarla a costruire castelli di sabbia con due bicchieri di plastica.

Dopo un pò la bambina, sentendo parlare tra noi questa lingua strana (l'italo spagnolo), chiede a Sebastian di che paese è e lui risponde: "io sono italiano e tu?"

Nel pomeriggio, dopo i giochi, due tiri a pallone, una pannocchia abbrustolita cosparsa di burro e sale, una passeggiata nel verde e sul lungo lago ricomincia a gocciolare.

Ci rifugiamo sotto un chiosco da cui possiamo uscire dopo una buona mezz' ora di pioggia.



Si spiega il perchè numerose famiglie arrivassero al parco dotate di tendina a iglù.

Una giornata piacevole trascorsa in un luogo riposante che nessuno ci aveva consigliato ma che valeva la pena visitare.

Tra l'altro la giornata è stata nuvolosa se non piovosa e il sole è apparso solo per qualche minuto.

Per fortuna, perchè arrivati a casa, ci siamo trovati con la faccia rossa dal sole.