Stamattina, facendo colazione, ho buttato un occhio fuori dalla finestra. Nel prato, tra le foglie secche e l'erba ingiallita dal freddo e il secco dell'inverno, è spuntato, arrivato chissà da dove un piccolo fiore.
Nonostante l'inverno, il freddo, l'aria ed il secco ha avuto la forza di attecchire e fiorire.
L'ho letto come un bel segno.
Poi ho pensato che noi, famiglie adottive, siamo proprio un po' così.
Giardini che hanno visto passare varie stagioni, più o meno belle.
Le intemperie hanno fatto ingiallire le foglie, seccare i germogli.
Poi, seppur tanto atteso, all'improvviso arriva, da più o meno lontano, un piccolo fiore.
Suo malgrado, strappato o non curato, da un altro giardino.
Bisogna accoglierlo, capire cosa serve a quel fiore, proprio a quello, non ad un fiore qualsiasi, che cosa serve per crescere. Quanta acqua, quanta luce, quanto e quale fertilizzante.
Diventare degli amorevoli giardinieri, pazienti ed attenti.
Essere un giardino fiorito.
Ilaria